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Del Toro attraverso gli occhi di Yves Montmayeur - un biopic sul regista messicano

 Del Toro attraverso gli occhi di Yves Montmayeur 

              - un biopic sul regista messicano

Il regista Yves Montmayeur. 
Per gentile concessione ASAC. Biennale di Venezia. Giacomo Bianco.


Blanca Rodríguez ©


Guillermo del Toro e gli albori di questa sua estrema passione per i mostri emergono nel biopic firmato Yves Montmayeur, Sangre del Toro, che è stato presentato nella sezione Venezia Classici di questa 82a edizione della Mostra, solo ad un giorno dal Frankenstein. 

Le immagini con un ritmo scorrevole raccontano di tutta la vena artistica e creativa del cineasta che sin da giovane età già girava dei filmati mostruosi con una 8mm. Dal racconto si comprende che la sua visione era già cominciata durante la sua infanzia dalla quale ha potuto arricchirsi di miliardi di spunti che accadevano nel suo quotidiano.

Del Toro è cresciuto nella sua città natale Guadalajara, in Messico, città e paese, già di per sé surreali o dove l'energia è vitale, non è mai ferma. Basta ricordare la giornata dedicata alla Festa dei Morti durante la quale sia bambini che adulti mangiano teschi di zucchero o cioccolato, e ballano e preparano pietanze sulle tombe con l'intento di scacciare il timore sulla fine dell'esistenza terrena. 

Ed è proprio in Guadalajara dove nel 2019 è nata la "Casa de los Monstruos" che raduna molte delle collezioni che Del Toro ha racimolato per anni, forme di feti, maschere e visi strani, statue che richiamano film del passato quali ad esempio Freaks e addirittura il chiosco dove da piccolo acquistava i suoi amati fumetti. 

Il biopic continua a svilupparsi tra gli aneddoti del regista e la visione di alcuni passaggi dei suoi film, parole e forme che aiutano a stilare meglio il suo pensiero e operato cinematografico. Si trova Il Labirinto del fauno, così come La spina del diavolo, Hellboy, Cronos fino ad arrivare all'avvincente storia de La forma dell'acqua con cui gli sono stati attribuiti il Leone d'Oro e l'Oscar.

Su Sangre del Toro, si sottolinea il fatto che sia cresciuto all'interno di una famiglia con un'impronta prettamente cattolica che provocò in lui non un avvicinamento, bensì una visione critica e personale sia delle immagini che delle credenze trasmesse.  L'immaginario del sacro cammina assieme a lui e lo trasforma e inserisce in molti dei suoi lavori che poi diventano indimenticabili.

Il regista è anche un profondo conoscitore del corpo umano come raccontato nel filmato attraverso la visita a diversi musei di anatomia. La sua esplorazione non si ferma alle interiora ma va ad infiltrarsi altrettanto nell'animo.

Copyright © 2025 Blanca Rodríguez Blog Bianche Visioni. 
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