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Giornate del Cinema Muto presentano Cirano di Bergerac, la trasposizione cinematografica del 1923

Giornate del Cinema Muto presentano Cirano di Bergerac, la trasposizione cinematografica del 1923


Blanca Estela Rodríguez ©

Un naso importante e anche una gorgiera vistosa identificano la figura dello spadaccino che nel 1923 veniva interpretato da Pierre Magnier, attore che diede vita a Cirano di Bergerac, nato dalla penna del poeta francese Edmond Rostand che lo rese originalmente come pièce teatrale tragicomica ed ebbe un grande successo di pubblico e di critica fin dai suoi albori. 


Il Cirano presentato nella 44a edizione delle Giornate del Cinema Muto è stato di grande appeal per tutti i presenti alla proiezione inaugurale. Il personaggio seppur dall'aspetto strampalato, conquista per ogni sua singola virtù ovvero sia la grazia, il talento e l'intelligenza intrinseci in quell'uomo che può fare inorgoglire chiunque. Infatti, anche in quella Parigi di luci e ombre, incantava donne e uomini in egual misura. 


Nonostante il suo aspetto deriso, la sua fierezza e bontà d'animo lo rendevano speciale, tanto da ottenere l'attenzione di tutti durante i racconti delle sue ardue imprese. Riusciva a radunare i suoi accoliti che restavano il più delle volte a bocca aperta di fronte alla sua erudita eloquenza. 


Il cuore di Bergerac batteva forte per le battaglie e per il coraggio, ma palpitava maggiormente al cospetto della bella cugina Maddalena Robin detta Rossana (Linda Moglia), che invece era invaghita dell'aitante e belloccio Cristiano di Neuvillette (Angelo Ferrari), poco brillante e privo di personalità. Scherzo del destino, volevasi che proprio Cirano suggerisse versi e dolci parole d'amore a quest'ultimo. In effetti, come nella scena più iconica del film, davanti ad un balcone, in cui si vede i tre interagire assieme nell'atto della conquista, dove il protagonista bisbiglia frasi romantiche mentre Rossana sospira guardando il cielo. 


Fotografia: Blanca Estela Rodríguez ©

Con la direzione di Augusto Genina, il film è stato prodotto dall'Unione Cinematografica Italiana, UCI, in un periodo di grande crisi dei finanziamenti nel quale però il regista aveva dimostrato di sapersela cavare egregiamente e riuscendo a lavorare su progetti sia nazionali che esteri. 


L'attore Pierre Magnier seppe contenere ogni lato del personaggio con somma maestria e grande spessore, coadiuvato dal trucco di scena messogli, che gli valse il plauso della critica, a tal punto da superare l'interpretazione di Coquelin, il primo Cirano.


Le Giornate del Cinema Muto, per la serata di inaugurazione del 4 ottobre scorso, hanno proiettato Cirano di Bergerac restaurato in 4k che ne esalta i colori originali realizzato da Film Preservation Associates France e Blackhawk Films. L’accompagnamento musicale dal vivo è stato eseguito dall’Orchestra da Camera di Pordenone diretta dal Maestro Ben Palmer.

Copyright © 2025 Blanca Estela Rodríguez Blog Bianche Visioni. 
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