Serata conclusiva delle Giornate del Cinema Muto all'insegna della famiglia -Chaplin, Keaton e Scotti in tre film con stili e generi diversi
Serata conclusiva delle Giornate del Cinema Muto all'insegna della famiglia
- Chaplin, Keaton e Scotti in tre film con stili e generi diversi
Per gentile concessione delle Giornate del Cinema Muto
Blanca Estela Rodríguez ©
I passi a Venezia di uno dei più famosi attori al mondo, Charles Chaplin, cammina nella straordinaria Piazza San Marco e Torcello e posa per la cinepresa che registra l' immagine canonica con i colombi in mano. Un filmato privato a colori del 1959, inserito nella serata conclusiva delle Giornate del Cinema Muto, di durata di 6 minuti che Chaplin trasforma in momento comico a fianco della moglie.
Buster Keaton, anche lui simbolo del periodo del cinema muto, è stato omaggiato con Our Hospitality, Accidenti...che ospitalità, un film commedia del 1923, agli albori della sua carriera e dove aveva incluso la partecipazione della famiglia, di suo padre Joe come il macchinista, del figlio Joseph Keaton jr. di appena 14 mesi nella parte di Willie, l'amico e collega Big Joe Roberts nei panni di Joseph e della moglie, Natalie Talmadge come Virginia, con cui era fresco di nozze.
Our Hospitality racconta della faida che esiste da anni tra le famiglie Canflied e Mackay, dove i rispettivi patriarchi si sono uccisi a vicenda, ora la disputa ricade sulla loro stirpe che dovrà affrontare una sequela di vicissitudini. Infatti, Willie tornerà in paese natio per l'eredità ossia una casa che credeva sontuosa ma che si rivelerà un rudere abbandonato. I fratelli Canflied con l'intento di eliminarlo, lo inseguono per tutto il tempo, ma senza riuscirci.
In questo lavoro, Keaton dimostra tutta la sua bravura comica e istrionica in diverse scene come quella a bordo della carrozza del treno in cui sposta ripetutamente la tuba per metterla sul capo, ma nel momento in cui ci riesce il mezzo sobbalza a tal punto di incastragli il cappello fino a coprirgli il mento.
Tutto il passaggio del treno è divertimento puro, a partire dai vari blocchi, tra cui il tronco sulle rotaie, l'asinello fermo sul suo punto e il cambio di traiettoria che divide la locomotiva ai vagoni. Per non dire del cane che li segue per tutto il tragitto e il controllore che cade all'indietro a causa dello staccamento di due ruote.
Keaton non lesina gag straordinarie come il salvataggio di Virginia (Talmadge) lungo la cascata, in cui l'interprete è legato con una corda ad un tronco e con movenze circensi prende al volo l'amata portandola in salvo sulle rocce.
C'è anche qualcosa di magico e leggero, quando Keaton (Willie) arriva in paese e insella una bicicletta su cui sembra levitare, si sposta con movimenti soavi senza pedalare.
E infine, Vita di famiglia, Inverno, del 1932, ha salutato il pubblico con una serie di immagini di un interno famigliare giocoso e vivace. Una delle figlie del regista Edoardo Scotti, una bimba, fa una sfilata con diversi indumenti a rappresentare le varie figure della società dell'epoca che vanno dalla paesana, l'olandese alla donna moderna.
Il regista gioca col montaggio nell'attimo in cui si vede la bimba che fa cadere un piatto dal tavolo e successivamente la stessa scena viene tagliata e riproposta come se non fosse successo nulla, rendendo la madre sorpresa del fatto che non sia accaduto niente.
Scotti ripropone il sentire famigliare anche attraverso l'accoglimento del padre che torna a casa dopo una giornata di lavoro, che al tempo avveniva come un evento importante, un piccolo gesto, ma di grande calore.
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